Il lavoro di Andrea Falcon è guidato dall'ideale esegetico di ricreare la mente di Aristotele e dalla sua concezione distintiva dell'impresa teorica. In questa concisa esplorazione del significato del mondo celeste per la scienza della natura di Aristotele, Falcon indaga la fonte della discontinuità tra la natura celeste e quella sublunare e sostiene che la convinzione che il mondo naturale mostri unità senza uniformità è la ragione ultima dell'affermazione di Aristotele secondo cui i cieli sono costituiti da un corpo speciale, unico per loro. Questo libro presenta Aristotele come un investigatore sistematico e totalmente impegnato, la cui preoccupazione ultima era quella di integrare le sue distinte indagini in un'interpretazione coerente del mondo in cui viviamo, consapevole nel contempo dei limiti umani a ciò che può essere conosciuto. Falcon legge in Aristotele l'ambizione di una mente straordinariamente curiosa e la fiducia che quell'ambizione sia stata ampiamente soddisfatta.
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