Il nuovo e potente studio di Jay Winter sulla memoria collettiva della Grande Guerra offre un'importante rivalutazione di uno degli episodi cruciali della storia culturale del ventesimo secolo. Utilizzando una grande varietà di prove letterarie, artistiche e architettoniche, il dottor Winter esamina in modo nuovo la cultura della commemorazione e i modi in cui le comunità cercarono di trovare conforto collettivo dopo il 1918. Mettendo in discussione la prevalente interpretazione "modernista" della reazione europea agli eventi spaventosi del 1914-1918, il dottor Winter sostiene invece che ciò che caratterizzò quella reazione fu, piuttosto, il tentativo di interpretare la Grande Guerra all'interno di quadri di riferimento tradizionali. Le tensioni sono sorte, inevitabilmente.
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