Biografia
Miguel de Cervantes Saavedra (Alcalá de Henares, 29 settembre 1547 – Madrid, 22 aprile 1616) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e militare spagnolo. È universalmente noto per essere l'autore del romanzo Don Quijote de la Mancha, uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale di ogni tempo, considerato come il primo romanzo moderno. In quest'opera, pubblicata in due volumi nel 1605 e nel 1616, l'autore prende di mira con l'arma della satira e dell'ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo. Nel romanzo, Cervantes contrappone all'allampanato cavaliere, maniaco di avventure e di gloria, la figura del suo pingue e umanissimo scudiero Sancho Panza, incapace d'innalzarsi al di sopra della piatta realtà. La sua influenza sulla letteratura spagnola è stata tale che lo spagnolo è stato definito la lingua di Cervantes e a lui è stato dedicato l'Istituto di lingua e cultura spagnola. == Biografia == Cervantes nacque ad Alcalá de Henares, una cittadina sita a 31 km a nord-est di Madrid, nel 1547 in una famiglia modesta, quarto dei sette figli di Rodrigo Cervantes e di Leonor de Cortinas. La sua famiglia è costretta a viaggiare, a causa degli scarsi guadagni del padre, da un paese all'altro, finché nel 1568 egli si trova a Madrid, dove frequenta il collegio "El Estudio" diretto da Juan López de Hoyos. Nel 1570 Cervantes fugge in Italia per evitare la condanna al taglio della mano destra e a dieci anni d'esilio perché accusato di aver ferito un certo Antonio de Segura. In Italia, sul principio s'impiega come cortigiano alla corte del Cardinale Giulio Acquaviva d'Aragona a Roma nel palazzo Sacchetti dove risiedeva, ma è probabile che lo abbia accompagnato anche alla corte di Atri, dove risiedeva la sua famiglia ed il Duca Giangirolamo, suo fratello, nel Ducato di Atri, in Abruzzo. Non a caso i membri della famiglia Acquaviva che con lui si arruoleranno come ufficiali alla battaglia di Lepanto nel 1571, saranno in quattro, il Duca d'Atri Giovan Girolamo suo figlio il Conte di Conversano Adriano, il Duca di Nardò Belisario II e il Principe di Caserta Andrea Matteo. Sempre nel 1570 si arruola nella compagnia comandata da Diego de Urbina, capitano del reggimento di fanteria di Miguel de Moncada, che allora serviva sotto Marcantonio Colonna: al figlio di quest'ultimo, Ascanio (divenuto poi cardinale), dedicherà La Galatea. Nel mese di settembre del 1571 s'imbarca come soldato sulla galea Marquesa, che fa parte della flotta della Lega Santa, che sconfiggerà quella turca nella battaglia di Lepanto il 7 ottobre dello stesso anno. Nella battaglia rimane ferito da un'archibugiata e, per la rottura d'un nervo, perde per sempre l'uso della mano sinistra. Viene ricoverato per alcuni mesi all'ospedale di Messina. Difatti, lo stesso appellativo Saavedra, che successivamente scalzò il cognome materno, deriverebbe dal termine arabo shaibedraa, che nello spagnolo dell'epoca starebbe gergalmente per "monco" (un riferimento alquanto ironico dello ste