Biografia
Natalia Levi nacque il 14 luglio 1916 a Palermo, quinta di cinque figli di Giuseppe Levi, biologo e professore universitario di anatomia umana di origini ebraiche triestine, e di Lidia Tanzi, milanese di famiglia cattolica. La famiglia si trasferì presto a Torino, dove il padre divenne professore all'università: Natalia crebbe in una casa straordinariamente ricca di intellettualità, ironia e libertà di pensiero — quattro dei cinque fratelli Levi sarebbero diventati personaggi di rilievo nella cultura italiana del Novecento, tra cui il fratello maggiore Gino, fisico, e la sorella Paola. Il padre Giuseppe compare come personaggio nella narrativa di Natalia con il nomignolo "il Padre" — figura imponente, vociante, ingombrante e adorata. Negli anni Trenta Torino era il centro dell'antifascismo intellettuale italiano, e casa Levi ne era uno dei salotti: Leon Ginzburg, slavista e militante comunista di origini russe, era di casa. Natalia lo sposò nel 1938, l'anno delle leggi razziali fasciste che costringevano gli ebrei fuori dalle istituzioni. Leon fu arrestato per attività antifascista nel 1943 e morì sotto tortura nel carcere romano di Regina Coeli nel febbraio 1944. Natalia aveva trent'anni, tre figli piccoli e un nome che stava già imponendosi nella narrativa italiana: il suo primo romanzo, La strada che va in città (1942), era uscito con lo pseudonimo Alessandra Tornimparte per aggirare le leggi razziali. Negli anni del dopoguerra divenne uno dei pilastri di Einaudi — la casa editrice che aveva costruito con Leone e con Pavese il progetto culturale più importante dell'Italia del secondo Novecento — come editor e consulente letteraria, scoprendo e promuovendo autori fondamentali. La sua opera narrativa — Tutti i nostri ieri (1952), Le voci della sera (1961), Lessico famigliare (1963, Premio Strega) — è percorsa da uno stile inconfondibile: frasi brevi, ritmo orale, ironia sottilissima, affezione incondizionata per il dettaglio quotidiano. Lessico famigliare, romanzo-memoir sulla sua famiglia torinese, è considerato uno dei capolavori della prosa italiana del Novecento. Fu anche parlamentare della Repubblica per due legislature come indipendente nelle liste del PCI. Morì a Roma il 7 ottobre 1991.