Quando le notizie del terribile tsunami in Asia raggiunsero il resto del mondo, i commentatori si affrettarono a cogliere il disastro come prova della potenza di Dio o della inesistenza di Dio. Ampliando il suo articolo sul Wall Street Journal, Tremors of Doubt, pubblicato l'ultimo giorno del 2004, David Bentley Hart ritorna su questa domanda pressante: come si può conciliare l'esistenza di un Dio buono e amorevole con tale sofferenza? Hart chiarisce il racconto biblico della bontà di Dio, della natura del male e della forma della redenzione, rivelando in modo incisivo dove sia i sostenitori che i critici del cristianesimo travisano ciò che è più essenziale per la fede cristiana. Sebbene risponda a coloro che sono scettici nei confronti della fede cristiana, Hart è più perspicace e provocatorio mentre esamina i tentativi cristiani di razionalizzare il disastro dello tsunami. Molte persone desiderano un piano divino che dia un senso al male. Hart sostiene, tuttavia, che la storia della sofferenza e della morte non è voluta da Dio. Invece di fare appello a un calcolo divino che possa spiegare ogni istanza di sofferenza, i cristiani devono riconoscere la lotta in corso tra i poteri ribelli che schiavizzano il mondo e il Dio che lo ama. Questa meditazione di un brillante giovane teologo sfiderà profondamente i lettori seri alle prese con le vie di Dio in un mondo sofferente.
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