Il postmodernismo è stato descritto come un periodo decadente e pluralistico in cui l’arte d’avanguardia è stata istituzionalizzata, stereotipata ed effettivamente neutralizzata; e dove i modelli artistici sembrano stare in relazione ironica e nichilistica tra loro. In questo studio, Donald Kuspit sostiene che solo l’artista peculiare rimane credibile e convincente nell’era postmoderna, lui o lei che persegue incessantemente un senso di identità artistica e umana in una situazione in cui non ci sono linee guida, storicamente o socialmente, per l’arte. L’arte idiosincratica, postula Kuspit, è un’arte radicalmente personale che stabilisce una comunicazione inconscia tra individui che dubitano della propria identità. Funzionando come mezzo di autoidentificazione, offre un senso di autentica individualità e intimità comunicativa in una società postmoderna in cui autenticità e intimità sembrano irrilevanti e assurde.
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