L'autore sfata il mito secondo cui la finanziarizzazione, l'inefficace regolamentazione delle banche, l'avidità e la globalizzazione sarebbero state le cause profonde della crisi economica globale. Piuttosto, sono sintomi di un malessere molto più profondo che può essere fatto risalire al Grande Crollo del 1929, fino agli anni ’70: il periodo in cui nacque un “Minotauro Globale”. Proprio come gli Ateniesi mantenevano un flusso costante di tributi alla bestia cretese, così il “resto del mondo” cominciò a inviare incredibili quantità di capitali all’America e a Wall Street. Pertanto, il Minotauro globale è diventato il “motore” che ha trainato l’economia mondiale dai primi anni ’80 al 2008. La crisi odierna in Europa, gli accesi dibattiti sull’austerità rispetto a ulteriori stimoli fiscali negli Stati Uniti, lo scontro tra le autorità cinesi e l’amministrazione Obama sui tassi di cambio sono i sintomi inevitabili dell’indebolimento del Minotauro; di un “sistema” globale ormai tanto insostenibile quanto sbilanciato. Andando oltre, l’autore espone le opzioni a nostra disposizione per reintrodurre un minimo di ragione in un ordine economico globale altamente irrazionale.
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