L'architetto Leon Krier si chiede: "Può un criminale di guerra essere un grande artista?" Speer, l'architetto preferito di Adolf Hitler, sembra essere responsabile di una delle opere architettoniche e urbane più audaci dei tempi moderni. Pubblicato per la prima volta nel 1985 con un'accoglienza acuta e critica, questo titolo è uno studio lucido e ad ampio raggio di un importante architetto neoclassico. Ma è allo stesso tempo molto di più: una riflessione filosofica su arte e politica, bene e male. Con l'aiuto di una nuova introduzione dell'influente architetto americano Robert A.M. Stern, Krier affronta candidamente la grande difficoltà di districare l'architettura e l'urbanistica di Albert Speer dalle sue intenzioni politiche. Krier basa il suo studio sulle interviste con Speer poco prima della sua morte. I progetti presentati sono incentrati sul suo piano per Berlino, una modernizzazione senza precedenti della città destinata a diventare la capitale d'Europa.
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