"Möbian Nights: Literary Reading in a Time of Crisis" sviluppa una nuova comprensione della lettura letteraria: che sulla scia di disastri come l'Olocausto, la morte rimane una premessa della nostra esperienza piuttosto che un futuro. Sfidando i consueti presupposti "estetici" secondo cui scriviamo per non morire, Sandor Goodhart suggerisce (con Kafka) che scriviamo per morire. Basandosi sulle analisi sviluppate da Girard, Foucault, Blanchot e Levinas (insieme ad esempi tratti da Omero a Beckett), Möbian Nights propone che tutta la letteratura funzioni "autobiograficamente", cioè sulla scia del disastro "sono morto; quindi, io sono"; e per il quale il linguaggio della topologia (ad esempio, il "nastro di Möbius") offre un vocabolario per denominare la "struttura profonda" di tali dinamiche sacrificali e anti-sacrificali letterarie, critiche e scritturali."--Bloomsbury Publishing. "Utilizzando intuizioni tratte dalla topologia matematica, dalla teoria critica e dalla letteratura francese e dagli studi sull'Olocausto, Sandor Goodhart articola una nuova comprensione del rapporto tra la lettura letteraria e il disastro" - Bloomsbury Publishing.
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