"Questo libro descrive l'immaginario culturale della minoranza ebraica italiana dall'unificazione del paese alla fine della prima guerra mondiale. La creazione di uno stato-nazione italiano ha introdotto nuovi problemi e nuove opportunità per i suoi cittadini. Cosa ha significato per la minoranza ebraica? Come potevano i membri della minoranza combinare e ridefinire l'ebraicità e l'italianità in un quadro politico e giuridico radicalmente nuovo? Concetti chiave come famiglia, religione, nazione, assimilazione e - più tardi - sionismo vengono osservati mentre cambiano e cambiano nel tempo. L'interazione tra la sfera pubblica e privata gioca un ruolo centrale nell'analisi, e l'auto-formazione delle élite ebraiche italiane viene letta insieme all'evoluzione degli stereotipi culturali tipici dell'epoca. Reinterpretando la narrazione patriottica nazionale italiana attraverso gli occhi degli ebrei, Carlotta Ferrara degli Uberti è in grado di svelarne gli strati e le articolazioni meno conosciuti, offrendo allo stesso tempo una nuova prospettiva da cui leggere l'esperienza ebraica moderna nel mondo occidentale."--Cover.
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