L'antologia di fonti originali dal 1400 al 1650 circa, tradotte dall'italiano o dal latino e accompagnate da introduzioni e bibliografie, tratta del variegato coinvolgimento delle donne con le arti visive e la cultura materiale del loro tempo. Il lettore acquisisce la percezione delle donne non solo come mecenate dell'architettura, della pittura, della scultura e delle arti applicate, ma come utilizzatrici dell'arte sia in occasioni speciali, come feste civiche o pellegrinaggi, sia nella vita sociale e devozionale quotidiana. Mentre cercano di adattare e abbellire la propria persona e il proprio ambiente, acquisire dipinti per conforto o prestigio, o coltivare rapporti con artisti, le donne emergono come partecipanti esigenti alla cultura consumistica del loro tempo, e spesso come vivaci commentatori di essa. La loro fervente partecipazione alla vita religiosa si vede anche nell'uso dell'arte nei rituali devozionali, o nel commissionare tombe o pale d'altare per perpetuare la loro memoria e aiutarli nell'aldilà.
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