Questo libro si concentra sulla funzione degli anticorpi in vivo. Gli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale delle conoscenze sui meccanismi molecolari e cellulari dell’attività degli anticorpi. Questi nuovi risultati hanno cambiato radicalmente la nostra visione di come funzionano gli anticorpi in vivo. L'importanza di questa classe di molecole è dimostrata dall'elevata suscettibilità alle infezioni dell'uomo e dei topi con un'alterata capacità di generare risposte anticorpali specifiche per i patogeni. Pertanto, la maggior parte dei nostri vaccini attualmente disponibili, come quelli contro l’influenza, il morbillo e l’epatite, si concentrano sulla generazione di risposte anticorpali di lunga durata. Prove recenti provenienti da una varietà di sistemi modello in vivo e da coorti di pazienti umani hanno evidenziato il ruolo esclusivo dei recettori cellulari Fc per alcuni isotipi e sottoclassi di immunoglobuline. Con la recente scoperta di un recettore Fc umano per le IgM, tutti i diversi isotipi di immunoglobuline umane ora hanno un recettore cellulare, che fornisce un meccanismo di feedback e un collegamento tra gli anticorpi e i componenti cellulari del sistema immunitario. Inoltre è diventato chiaro che il complemento e il sistema dei recettori Fc sono strettamente collegati e si regolano a vicenda per garantire una risposta immunitaria ben bilanciata. Tra gli isotipi delle immunoglobuline, le IgG svolgono un ruolo protettivo molto importante contro le infezioni microbiche e anche come agente terapeutico per uccidere le cellule tumorali o le cellule B che producono autoanticorpi nelle malattie autoimmuni. Il trasferimento delle nostre conoscenze sulla funzione cruciale dei recettori Fc ha portato alla produzione di una seconda generazione di anticorpi terapeutici con un legame potenziato a questa classe di recettori. Il legame degli anticorpi ai recettori Fc porta al reclutamento delle potenti funzioni effettrici proinfiammatorie delle cellule del sistema immunitario innato. Pertanto, i recettori Fc collegano il sistema immunitario innato e adattivo, sottolineando l’importanza di entrambi i bracci del sistema immunitario e la loro diafonia durante le risposte immunitarie antimicrobiche. Oltre a questa attività proinfiammatoria, è noto da tempo che le molecole delle immunoglobuline G (IgG) hanno anche una funzione antinfiammatoria. Ciò è dimostrato dall’uso di immunoglobuline per via endovenosa ad alte dosi come agente terapeutico in molte malattie autoimmuni umane. Negli ultimi cinque anni sono state acquisite numerose nuove conoscenze sui percorsi molecolari e cellulari di questa attività antinfiammatoria, cambiando radicalmente la nostra visione della funzione delle IgG in vivo. Numerose evidenze suggeriscono che la frazione zuccherina attaccata alla molecola IgG è responsabile di queste attività opposte e può essere vista come un interruttore molecolare che consente al sistema immunitario di modificare la funzione delle IgG da un'attività pro ad un'attività antinfiammatoria. Esistono prove convincenti nei topi e nell’uomo che la glicosilazione aberrante delle IgG potrebbe essere un nuovo importante percorso per comprendere l’attività anticorpale compromessa durante la malattia autoimmune. Oltre a questo enorme aumento delle conoscenze di base sui fattori che influenzano l’attività delle immunoglobuline, il libro fornirà anche approfondimenti su come queste nuove conoscenze potrebbero aiutare a generare nuovi approcci terapeutici per migliorare l’attività delle IgG per la terapia del tumore, da un lato, e su come bloccare l’attività autodistruttiva degli autoanticorpi IgG durante la malattia autoimmune, dall’altro.
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