L'autore mostra che il socialismo, in ciascuna delle sue costruzioni intellettuali e delle sue esperienze storiche, si lascia ridurre al valore dell'uguaglianza dei beni (o dell'uguaglianza reale, materiale). Il progetto di questo saggio è quello di identificare l’essenza universale del socialismo – un compito finora tentato molte volte, mai portato a termine con successo. È la proprietà pubblica dei mezzi di produzione a definire il socialismo? Ma che dire del socialismo non comunista? È questa la giustizia sociale? Ma come definire questo termine? Si tratterebbe di pianificazione economica o di una combinazione di diversi principi economici e morali? Nessuna di queste ipotesi ci consente di spiegare il socialismo in tutta la sua portata. L'autore va oltre questi tentativi per raggiungere quella che chiama, seguendo i socialisti Georges Sorel e Henri de Man, l'essenza morale del socialismo. La tesi è che il socialismo, in tutte le sue scuole, correnti e cappelle, si lascia ridurre al valore dell'uguaglianza materiale, così come si lascia ridurre la varietà delle sue esperienze storiche concrete. Se togliamo l’uguaglianza materiale al socialismo, non rimane nulla. Attraverso la tassazione esponenziale, attraverso la standardizzazione legislativa delle relazioni umane e attraverso la generalizzazione dell’etica socialista, l’Occidente raggiunse un grado di socializzazione (Sozialisierung) senza precedenti nella sua storia.
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