“È vero che non esiste alternativa all’ideologia neoliberista del libero scambio, della deregolamentazione dei mercati e dell’abbandono dei programmi sociali da parte dei governi? Dobbiamo accettare, in nome della globalizzazione, la pressione incessante per ridurre i salari e tagliare la spesa sociale? I paesi poveri non possono perseguire altra strada verso lo sviluppo se non quella di aprire le loro economie alle forze globali?” "L'autore si propone di esplorare queste domande. Così facendo, sottopone i principi centrali dell'economia moderna a critiche taglienti. Sostiene che le politiche attuali non stanno fornendo né una crescita economica sostenuta né molti degli altri fondamenti del benessere delle persone." "Sostiene inoltre che è possibile costruire una strategia economica democratica che produca crescita ed equità, proteggendo al tempo stesso l'ambiente e tutelando le comunità locali". "Questo importante libro deve essere letto sia dagli economisti che dai non economisti, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo.
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