Nell’ultimo mezzo secolo, mentre le amministrazioni si andavano e venivano, i presupposti fondamentali sulla politica militare americana sono rimasti immutati: la sicurezza americana richiede che gli Stati Uniti (e solo noi) mantengano una presenza armata permanente in tutto il mondo e siano pronti a intervenire ovunque e in qualsiasi momento. Nell’era di Obama, proprio come negli anni di Bush, queste convinzioni rimangono indiscusse. In questa vivida analisi, Andrew J. Bacevich presenta le origini di questo consenso, forgiato in un momento in cui la potenza americana era al suo apice. Egli mette a nudo i preconcetti, i pregiudizi e le abitudini che sono alla base della nostra fede pervasiva nella potenza militare, in particolare l’idea che una schiacciante superiorità obbligherà gli altri a soddisfare i bisogni e i desideri dell’America – siano essi petrolio a buon mercato, credito a buon mercato o beni di consumo a buon mercato. E mette in discussione l'utilità del nostro militarismo poiché è diventato inaccessibile e sempre più pericoloso. Dalla descrizione dell'editore.
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