"Questo studio è uno sforzo per capire perché la scrittura e il disegno erano così importanti per Leonardo da Vinci, che, nel corso della sua vita, riempì circa quindicimila pagine con testi e immagini. Pur concentrandosi sul carattere frammentario e caotico degli appunti di Leonardo, Robert Zwijnenberg esamina anche importanti sviluppi culturali, come il rinnovato interesse per la retorica classica che si verificò durante il Rinascimento italiano, così come il lavoro di studiosi e artisti che influenzarono Leonardo, tra cui Cusanus, Alberti, Taccola e Francesco di Giorgio. Lo studio di Martini getta nuova luce anche sulla prospettiva lineare e sull'anatomia, i campi di studio preferiti dell'artista. Attraverso questo approccio sintetico, Zwijnenberg dimostra che la scrittura e il disegno ossessivi di Leonardo hanno permesso all'artista di catturare l'infinita complessità del mondo e che gli atti fisici della scrittura e del disegno hanno svolto un ruolo indipendente nel processo intellettuale attraverso il quale Leonardo ha dato un senso al mondo che lo circonda.
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