Questo studio ad ampio raggio sul cambiamento linguistico e culturale nell’Inghilterra del XIV secolo sostiene che l’influenza della tradizione orale è molto più importante per il progresso della letteratura di quanto gli studiosi abbiano precedentemente riconosciuto. In contrasto con la visione dell’oralità e dell’alfabetizzazione come forze di opposizione, il libro sostiene che il potere del linguaggio consiste nello spostamento, nella capacità di un canale linguistico di prendere il posto dell’altro, di far scomparire la fonte nella copia. Apprezzare l'interazione tra la lingua orale e quella scritta rende possibile per la prima volta un modo di comprendere le conquiste dell'alta alfabetizzazione di questo secolo in relazione agli sviluppi epocali della vita sociale e politica.
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