Alcuni critici sostengono che il concetto di diritti umani universali riflette l'individualismo anticomunitario ed egocentrico dell'Occidente, che si concentra in modo sproporzionato sull'autonomia individuale. In questo libro Rhoda Howard confuta questa affermazione esaminando le visioni comunitarie sia della sinistra che della destra, dell'Occidente e del Terzo Mondo. Queste opinioni sono alla base degli attacchi relativisti culturali ai diritti umani universali. Howard sostiene che le comunità possono esistere nelle moderne società occidentali se proteggono l'intero spettro dei diritti umani, soprattutto se proteggono i diritti economici oltre a quelli civili e politici. La comunità dipende dalla realizzazione dei diritti umani universali, ma a sua volta è essenziale per essa. Pertanto Howard critica anche la moderna pratica occidentale di ciò che lei chiama minimalismo sociale, o mancanza di senso dell'obbligo verso gli altri.
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