Nelle cronache di Rodrigo, Delgado adotta il suo tipico approccio narrativo che mette da parte il linguaggio denso e arido così comunemente associato alla scrittura legale per offrire una serie di conversazioni incisive e avvincenti sulla razza in America. Rodrigo, uno sfacciato e brillante afroamericano laureato in giurisprudenza, vive in Italia ed è appena arrivato negli uffici di un professore quando lo incontriamo. Nel corso del libro, lui e il professore discutono della scena razziale americana, toccando questioni come il ruolo delle minoranze in un'era di mercati globali e competizione, la sinistra nera, l'ascesa della destra nera, la criminalità nera, il femminismo, la riforma legislativa e l'economia della discriminazione razziale. Espandendo uno dei temi centrali del movimento critico razziale, vale a dire che la legge ha una voce prevalentemente bianca, Delgado presenta qui una tesi radicale e sorprendente: non è la criminalità nera ma quella bianca a porre il problema più significativo nella vita americana moderna.
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