"Voice as Process" esamina il modo in cui gli studenti scrittori utilizzano le voci di casa e della comunità per sviluppare una voce accademica. Attraverso un'analisi testuale approfondita dei portfolio degli studenti, numerose interviste e ricerche etnografiche, Lizbeth Bryant identifica le attività che gli scrittori svolgono mentre manipolano le voci che portano in classe e quelle che incontrano lì, in una rete di voci costruite che possono essere adattate per soddisfare le esigenze di qualsiasi situazione di scrittura. Solo allora, dopo la ricerca e la riflessione sulle scelte degli studenti, Bryant torna ad affrontare il problema ruolo dell'istruttore nel processo. Sostiene una nuova visione della voce - come processo di costruzione - e, attingendo alla composizione e alla teoria pedagogica, esplora le implicazioni di questa visione.
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