In che modo la religione stimola e alimenta le ambizioni imperiali e la violenza? Recentemente questa questione ha acquisito una nuova urgenza e, in Religion, Empire, and Torture, Bruce Lincoln affronta il problema attraverso un caso classico ma poco studiato: la Persia achemeniana. Lincoln identifica tre componenti fondamentali di una teologia imperiale che hanno rilevanza trans-storica e contemporanea: l’etica dualistica, una teoria dell’elezione divina e un senso di missione salvifica. Oltre a ciò, si chiede, come comprendevano gli Achemenidi il loro posto nel cosmo e il loro status morale in relazione agli altri? Perché si sono sentiti chiamati a intervenire nella lotta tra il bene e il male? Qual era il loro senso dello scopo storico, in particolare il loro desiderio di restaurare il paradiso perduto? E come li ha portati ad affrontare nemici e critici mentre il potere imperiale faceva il suo corso? Lincoln mostra come queste idee religiose modellarono la pratica achemeniana e portarono ai persiani ricchezza, potere e territorio senza precedenti, ma produssero anche contraddizioni ingestibili, come in un raccapricciante caso di tortura discusso nel capitolo finale del libro. Uno studio attento di quell'episodio riporta Lincoln al presente con un poscritto che fornisce una prospettiva bruciante e assolutamente nuova sulle fotografie di Abu Ghraib.
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