La tecnologia riproduttiva è tipicamente discussa al futuro. Eppure i medici hanno sempre curato la sterilità involontaria. Questo libro esamina la storia recente dell'infertilità e i diversi modi in cui la medicina l'ha trattata. Fa risalire la riluttanza a riconoscere un passato all’infertilità a una nuova tensione emersa tra paure utopistiche e anti-utopistiche sul tasso di crescita e sulla composizione della popolazione. La cicogna e la siringa sostiene che, sebbene l’approccio dei medici all’infertilità sia formato in risposta alle esigenze dell’economia politica della pratica medica, esso si adatta anche a un persistente pregiudizio di genere: la tendenza a considerare i corpi delle donne come un invito all’intervento e quello degli uomini come un invito alla cautela. Questo pregiudizio si manifesta in relazione ai gameti (ovuli e spermatozoi), agli ormoni sessuali, sotto forma di indagini e cure mediche, nonché alla frequenza e all'entusiasmo con cui queste vengono effettuate. Le deviazioni da questo tema sono rare e controverse, come dimostra la storia dell’inseminazione artificiale con seme di donatori. Questo libro rappresenta un importante contributo alla storia e alla sociologia della riproduzione, della fertilità, della popolazione e della medicina.
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