In questa raccolta di narrativa breve - due novelle e undici racconti - June Akers Seese scrive della generazione Sylvia Plath: donne anziane che, sebbene alienate dai ruoli convenzionali, rimangono non liberate dal movimento femminista, e sono quindi bloccate in un'angoscia silenziosa tra due mondi, che non appartengono a nessuno dei due. I suoi personaggi in questa raccolta di racconti urbani includono un'insegnante che va a letto con una rock star durante la pausa pranzo, un prete spretato, un sassofonista che trova un Brillo pad nelle sue uova strapazzate, uno psichiatra a cui cadono gli occhiali dal naso e una segretaria legale ancora innamorata del suo ex marito omosessuale. Sebbene perseguitati dal passato, questi personaggi vivono momenti in cui le complessità della vita vengono distillate in qualcosa di immediato e illuminante. Lo stile è duro ma lirico, ironico ma compassionevole. Le ambientazioni sono invariabilmente urbane - Chicago, Detroit, Georgetown, Atlanta, Dublino - e lei riempie queste città di uomini e donne moderni che riconosciamo e che compiangiamo. I suoi temi duri di perdita, fame e rabbia si trasformano infine in un'accettazione ribelle che è il segno distintivo del suo lavoro: il suo eroismo quotidiano.
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