Testamenti traditi è scritto come un romanzo: gli stessi personaggi appaiono e riappaiono in tutte le nove parti del libro, così come i temi principali che preoccupano l'autore. Kundera celebra ancora una volta l'arte del romanzo, dalla sua nascita nello spirito di umorismo unico della cultura e della sensibilità europea - illustrato da alcuni meravigliosi esempi tratti dall'opera di Rabelais e Cervantes - fino alla sua fioritura nei secoli successivi. Egli nota la misteriosa parentela del romanzo con la musica e l'evoluzione parallela (ma non simultanea) delle due arti in Occidente, nonché la particolare saggezza che il romanzo offre sull'esistenza umana. L'arte della traduzione è oggetto di una parte del libro, illuminando il significato del suo titolo. Kundera è un appassionato difensore dei diritti morali dell'artista e del rispetto dovuto all'opera d'arte e ai desideri del suo creatore. Il tradimento di entrambi - spesso da parte dei loro sostenitori più appassionati - è uno dei temi principali di Testamenti traditi. Testamenti traditi è un libro ricco di spunti sul tempo in cui viviamo e su come siamo diventati ciò che siamo, sulla cultura occidentale in generale. È anche un saggio personale, in cui Kunder discute l'esperienza dell'esilio - e un attacco appassionato ai mutevoli giudizi morali e alle persecuzioni dell'arte e dell'artista.
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