L’autore sostiene che i presupposti liberali colorano tutto ciò che è americano, dalle idee sulla natura umana ai timori sul grande governo. Non la temuta parola con la “L” della campagna presidenziale del 1988; il liberalismo nel suo contesto storico è emerso dalla fede moderna nella libera indagine, nei diritti naturali, nella libertà economica e nel governo democratico. L'autore contrappone questa visione al repubblicanesimo classico: elaborato, aristocratico, prescrittivo e interessato al bene comune. I due concetti, come mostra l'autore, hanno posto delle scelte ai loro tempi e ai nostri, proprio nell'affrontare le complesse relazioni tra individuo e comunità, libertà personale e bene comune, aspirazione e saggezza pratica.
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