La mostra "Storie di donne" presenta quasi un centinaio di opere dal I al XIX secolo. Come indica il titolo, questa non è una storia unica, ma piuttosto tante, raccontate attraverso oggetti realizzati da donne che vissero in Nord Africa, nelle Americhe (prima e dopo la colonizzazione), in Asia, Europa, India e nell'antico Impero Ottomano... è difficile indicare storie femministe prima del XIX secolo, e per questo motivo diciamo storie di donne. Ma guardare indietro alle artiste delle epoche precedenti aiuta a stabilire lignaggi femministi. Un incontro con questi molteplici precursori nominati e senza nome, famosi e oscuri ci invita a ripensare la storia dell’arte tradizionale e le sue gerarchie che tendono a celebrare l’arte come un’attività per gli uomini bianchi europei. -- Sito web MASP [ Questa mostra ["Storie femministe: artisti dopo il 2000"] presenta opere di 30 artisti e collettivi emersi nel 21° secolo e che lavorano da prospettive femministe, ampliando un dibattito che ha guadagnato visibilità nelle arti visive nel periodo che va dagli anni '60 agli anni '80, e che continua a intersecare lotte, narrazioni e conoscenze. Affrontare le storie femministe nel XXI secolo significa partire dal momento presente, nel pieno della sua costruzione e urgenza. Affrontarli al MASP implica un fattore ulteriore, in quanto vengono raccontati in un museo situato nel Sud del mondo, con una delle collezioni d'arte europea più importanti di questo emisfero, e situato in uno dei viali principali della città di San Paolo, teatro di manifestazioni e lotte politiche, sociali, economiche e simboliche. Si tratta di un museo progettato dall'architetto Lina Bo Bardi, con una struttura sospesa che protegge una piazza pubblica al piano terra, risultando così un museo attraversato dallo spazio pubblico, con tutte le sue contraddizioni. Questa mostra considera quindi le possibili relazioni tra museo e strada, tra arte e attivismo. Non esiste un’unica definizione di ciò che costituisce le strategie e le pratiche femministe nell’arte, ma piuttosto una comprensione plurale delle sue varie correnti, considerando le molteplici forme di azione e le specificità dei loro contesti, ecco perché il titolo è storie femministe, al plurale. Anche la categoria "donna" non è qui intesa come singolare e universale, poiché è intersecata da vari marcatori sociali, geografici e temporali che trasformano questa esperienza. Tuttavia, è possibile affermare che i femminismi sono risposte alla precarietà materiale, alle violazioni fisiche e psicologiche, ai silenziamenti e alla subalternità vissute da donne diverse nel corso della storia patriarcale e di realtà passate molto spesso coloniali. -- Sito web MASP [
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