In questo libro perspicace e influente, Robert Wiebe mostra come gli uomini d’affari abbiano contribuito a plasmare – e siano stati plasmati da – la riforma sociale nei primi anni del XX secolo. L'era progressista servì da stazione di passaggio tra l'America agraria e quella urbana: in essa arrivarono uomini e donne, istituzioni e valori nati nelle fattorie e nelle città; da esso emersero i primi esperimenti pratici di riorganizzazione sociale per un'era industriale. Sebbene questo periodo emozionante, rumoroso e pieno di speranza contenesse molto movimento perduto, sotto il tumulto contribuì a cambiamenti duraturi nella vita americana. In particolare, le richieste provenivano in gran parte da un’ampia fascia di americani a reddito medio, il cui arrivo come cittadini organizzati, articolati ed esigenti riordinò la struttura sociale. I privilegi di leadership furono ridistribuiti per accogliere questi sfidanti. In questo processo, come mostra Wiebe, gli uomini d’affari hanno preso l’iniziativa di chiedere riforme, ma si sono divisi in fazioni aspramente ostili e si sono allontanati dai movimenti per estendere la democrazia e il benessere pubblico. "Scritto con grazia, accuratamente ricercato e fantasioso... L'approccio di Wiebe al progressismo, attraverso il "contenuto" piuttosto che attraverso la personalità, e attraverso il gruppo organizzato piuttosto che attraverso l'individuo, ha indiscutibilmente un grande valore."―American Historical Review.
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