"Ciò che Citizen Kane era per gli amanti del cinema nel 1941, The Wild Bunch lo era per i cineasti nel 1969", ha scritto il critico Michael Sragow sul New Yorker. "La sua scarica adrenalinica di rivelazioni sembrava far esplodere i parametri dello schermo.". "If They Move... Kill 'Em" è la prima importante biografia di David Samuel Peckinpah. Scritto dal critico cinematografico e storico David Weddle, questo affascinante resoconto rende giustizia critica a un importante corpo del cinema mentre racconta la storia della vita drammatica e sovraccarica di Peckinpah e dei tempi turbolenti attraverso i quali si è mosso. Sam Peckinpah è nato in un clan di taglialegna, allevatori di bestiame e avvocati di frontiera. Dopo un incidente con i marines, si è diretto a Hollywood, dove ha lavorato a una serie di lungometraggi a basso budget. Nel 1955 iniziò a scrivere le sceneggiature di Gunsmoke; in meno di un anno è diventato uno degli scrittori più apprezzati della televisione, con due serie classiche, The Rifleman e The Westerner, al suo attivo. Da lì ha diretto una serie di lungometraggi fenomenali, tra cui Ride the High Country, Straw Dogs, The Getaway, Pat Garrett e Billy the Kid e The Wild Bunch. Peckinpah era sia un romantico senza speranza che un cupo nichilista, un regista che ha definito la sua epoca tanto quanto ne è stato plasmato. Diventato famoso negli sconvolgimenti sociali e politici della fine degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta, Peckinpah e la sua generazione di registi - Stanley Kubrick, Arthur Penn, Robert Altman - ruppero con le convenzioni e rivoluzionarono i generi tradizionali del western, della fantascienza, della guerra e del film poliziesco. Nessun'altra epoca di Hollywood lo ha eguagliato in termini di pura energia, audacia e originalità, e nessuno ha tracciato un percorso più ampio attraverso quel periodo di Sam Peckinpah.
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