Copertina Dare voce
Politica & Società · 2017

Dare voce

di Meryl Alper

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Politica & Società Genere
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Meryl Alper Autore
— Valutazione media
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2017 Anno
Sinossi

"Le tecnologie mobili sono spesso acclamate come un modo per 'dare voce a chi non ha voce'. Dietro gli elogi, però, ci sono le convinzioni sulla tecnologia come porta d’accesso alle opportunità e sulla voce come metafora dell’azione e dell’autorappresentazione. Meryl Alper esplora questi presupposti esaminando da vicino uno di questi casi: l’uso dell’iPad di Apple e dell’app mobile Proloquo2Go, che converte icone e testo in linguaggio sintetico, da parte di bambini con disabilità (inclusi autismo e paralisi cerebrale) e delle loro famiglie. Lei scopre che, nonostante le pretese di empowerment, l’hardware e il software sono ancora soggetti a disuguaglianze strutturali depotenzianti. La visione della tecnologia come grande equalizzatore, spiega, raramente tiene conto di tutti i modi in cui la cultura, il diritto, la politica e persino la tecnologia stessa possono rafforzare la disparità, in particolare per le persone con disabilità. Alper esplora, tra le altre cose, interpretazioni alternative della voce, la sorprendente importanza sociotecnica della custodia dell'iPad e convergenze e divergenze nella vita dei genitori di tutte le classi. Mostra che i genitori della classe operaia e a basso reddito comprendono l’app e le altre tecnologie di comunicazione in modo diverso dai genitori della classe media e alta, e che l’ecosistema istituzionale riflette un pregiudizio verso quelli più privilegiati. Consegnare a qualcuno un tablet parlante non dà di per sé una voce a quella persona. Alper ritiene che la capacità di mobilitare capitale sociale, economico e culturale determina la misura in cui gli individui non solo possono parlare ma anche essere ascoltati."-Fornito dall'editore.

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