Negli ultimi tre decenni, l’Uganda è stata una delle economie in più rapida crescita in Africa. Elogiato a livello globale come una “storia di successo africana” e fortemente sostenuto dalle istituzioni finanziarie internazionali, dalle agenzie di sviluppo e dai donatori bilaterali, il Paese è diventato un esempio di riforma economica e politica per coloro che sposano un modello di sviluppo neoliberista. Le politiche neoliberiste e la conseguente ristrutturazione del paese sono state accompagnate da narrazioni di progresso, prosperità e modernizzazione e giustificate in nome dello sviluppo. Ma questa narrativa autocelebrativa, criticata da molti in Uganda, maschera l’impatto sociale dirompente di queste riforme e mette a tacere le crisi complesse e persistenti derivanti dalle trasformazioni neoliberiste. Riunendo una serie di importanti studiosi del paese, questa raccolta rappresenta un contributo tempestivo al dibattito sulla "Nuova Uganda", che affronta i resoconti, spesso sterilizzati e in gran parte depoliticizzati, del governo Museveni e dei suoi sostenitori. Sfruttando una ricchezza di materiali empirici, i contributori offrono un’analisi critica e multidisciplinare delle trasformazioni politiche, socioeconomiche, culturali ed ecologiche senza precedenti provocate dalla ristrutturazione capitalista neoliberista a partire dagli anni ’80. Il risultato è lo studio collettivo più completo mai realizzato finora sulla società di mercato neoliberista nell’Africa contemporanea, che offre spunti cruciali per altri paesi del Sud del mondo.
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