"A cura e con un'introduzione di Alan Sica. Nel 1975 Joseph Gabel pubblicò un capolavoro moderno che apparve in inglese come False Consciousness: An Essay on Reification. Combinando la sua speciale conoscenza di psichiatria esistenziale, assiologia, marxismo e storia politica, Gabel propose l'idea del tutto nuova che le vittime di gravi disturbi mentali (specialmente paranoia e schizofrenia) riproducono quei modelli di pensiero distorti comunemente associati alle credenze ideologiche a livello collettivo. Tale Le sue convinzioni inizialmente erano state messe a nudo negli anni '20 dai progenitori intellettuali di Gabel, Karl Mannheim e George Lukacs. La notevole innovazione di Gabel fu quella di trasferire la crisi privata del collasso mentale nel quadro analitico precedentemente riservato alla critica ideologica, rendendolo un esperto di quello che in seguito fu chiamato "il problema micro-macro". Scritti originariamente in francese e tedesco, sono stati riformulati in inglese idiomatico e aggiornati bibliograficamente. Utilizzando una modalità e un vocabolario di analisi unici, Gabel offre indagini teoriche sul maccartismo e sullo stalinismo (tipi originali e più recenti), nonché su Althusser, Orwell e Jonathan Swift nella sua veste di teorico psichiatrico. Esplora anche l'antisionismo, l'antisemitismo e un affascinante caso di studio di un paranoico che si considerava il. Questo volume include inoltre una serie di commenti generali sul "pensiero" ideologico, sull'utopismo e sulla falsa coscienza. Questo ricco banchetto di analisi e teorie sociali e politiche illumina una serie di preoccupazioni contemporanee: il razzismo, la fantasia utopica, l'etnocentrismo, l'antisemitismo, l'interazione tra struttura sociale e malattia mentale e le trasformazioni ideologiche della vita sociale, che solo la miscela unica di clinico e politico di Gabel potrebbe raggiungere teorici e lettori politicamente attenti nelle scienze sociali, nella filosofia e nei campi di studio correlati."--Fornito dall'editore.
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