Questo lavoro innovativo fornisce sia un resoconto storico della folle legislazione sull’immigrazione approvata dal Congresso nel corso degli anni, sia una spiegazione teorica, basata sul “nuovo istituzionalismo”, di come queste leggi siano state approvate. L'autore mostra perché l'immigrazione è un'arena politica particolarmente rivelatrice in cui un sistema politico sceglie ciò che sarà, una decisione collettiva che modella l'identità di una nazione e definisce se stessa. Il libro si concentra su tre aspetti della politica di immigrazione: la regolamentazione dell’ammissione negli Stati Uniti per la residenza permanente, la regolamentazione dell’ammissione delle persone in fuga dalla repressione politica e gli sforzi per far fronte al flusso di migranti non autorizzati attraverso il confine tra Stati Uniti e Messico. Identifica le caratteristiche più sconcertanti della politica di immigrazione contemporanea, chiedendosi: da dove vengono queste politiche? Perché hanno le loro caratteristiche speciali? L'autore cerca le risposte nelle moderne teorie sulla formazione delle politiche pubbliche, in particolare nel nuovo istituzionalismo attualmente popolare. Offre una versione migliorata di questo approccio, che chiama “istituzionalismo improvvisativo”, e lo applica ai paradossi della politica di immigrazione.
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