Acclamata come una delle autobiografie più vivide ed evocative del secolo, la trilogia di Manes Sperber Tutti i nostri ieri si conclude in questo volume finale, la cui narrazione abbraccia quattro decenni: a partire dal 1934 con la sua liberazione dalla prigionia nazista a Berlino fino alla sua vita politica e letteraria creativa a Parigi, dove fu una figura culturale di spicco fino alla sua morte nel 1984. Psicologo, narratore e saggista, Sperber illumina molti eventi e ideologie che sconvolse l’Europa prima e dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale. Attraverso gli occhi di questo eminente intellettuale e attivista europeo assistiamo all’ostilità tra croati e serbi in Jugoslavia, alla fallita rivolta operaia a Vienna e ai processi farsa di Stalin. Notiamo anche la crescente disillusione di Sperber e la possibile rottura con il partito comunista. Oltre ai resoconti di prima mano di quei giorni bui in Europa e alle sue dolorose visite del dopoguerra alle sue ex case in Germania e Austria, Sperber include ritratti intriganti di numerosi amici tra cui Raymond Aron, Alfred Doblin, Arthur Koestler, Andre Malraux e Anna Seghers.
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