Il presente studio si concentra sul motivo dell'impossibilità di agire, ricorrente nella letteratura drammatica e filosofica occidentale dall'“Amleto” ai giorni nostri. Amleto infatti non è il solo ad avere difficoltà ad agire: lo stesso vale per il Faust di Marlowe, il Sansone di Milton, il Prometeo di Shelley, ed Estragone e Vladimir in "Aspettando Godot". L'analisi dell'inazione di questi personaggi mette in luce i modelli d'azione dispiegati nei testi filosofici in questione: alcuni saggi di Donald Davidson, i "Due trattati di governo" di Locke, "La nascita della tragedia" di Nietzsche, "Autore ed eroe nell'attività estetica" di Bachtin, le "Indagini filosofiche" di Wittgenstein, i saggi sulla Guerra del Golfo di Baudrillard e Lyotard. Il teatro di Eschille e la concezione aristotelica dell'azione permettono di valutare i limiti introdotti dalla categoria del soggetto nel modello di azione che predomina nella modernità.
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