In un remoto villaggio al confine tra Olanda e Germania, una giovane donna cattolica di nome Cunegonda cerca di rapire un bambino per impedirgli di essere battezzato in una chiesa protestante. Quando viene arrestata, i compagni cattolici organizzano un raid armato per liberarla dalla detenzione. Questi drammatici eventi del 1762 innescarono un ciclo di violenza, dando inizio ad una sorta di guerra di religione nel villaggio e nella regione circostante. Contraddicendo la nostra attuale comprensione, questa guerra scoppiò al culmine dell'Illuminismo, famoso per la sua tolleranza religiosa. Questo libro racconta in vivido dettaglio la storia di questo conflitto fino ad allora sconosciuto. Traendo personaggi, scene e dialoghi direttamente da un insieme di fonti primarie eccezionali, è il primo studio microstorico sul conflitto religioso e sulla tolleranza nell'Europa della prima età moderna. In esso, Benjamin J. Kaplan esplora i dilemmi del matrimonio interreligioso e il carattere speciale della vita religiosa in una terra di confine, dove i dissidenti religiosi godono di libertà uniche. Inoltre mette in discussione le ipotesi sull’impatto del pensiero illuminista e suggerisce che, a livello popolare, alcune parti dell’Europa del XVIII secolo potrebbero non aver assistito a un “aumento della tolleranza”.
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