Durante il XIII secolo, la convinzione diffusa che le terre cristiane in Siria e Palestina fossero della massima importanza per la cristianità e che la loro perdita fosse un segno sicuro del dispiacere di Dio nei confronti della società cristiana, pervase quasi tutti i livelli di pensiero. Eppure questa stessa società si trovò ad affrontare altre crisi: il dissenso religioso e le credenze non ortodosse proliferavano nell’Europa occidentale, e i poteri esercitati, o rivendicati, dai re d’Europa crescevano rapidamente. Le fonti qui presentate illustrano la crescente critica al cambiamento dell’idea della Crociata. Riflettono un’accresciuta consapevolezza da parte degli europei di se stessi come comunità di cristiani e il lento avvio della cultura secolare e dell’organizzazione politica dell’Europa.
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