"Scritto da uno dei più importanti geografi americani, Postmodern Geographies contesta la tendenza, ancora dominante nella maggior parte delle scienze sociali, a ridurre la geografia umana a uno specchio riflettente o, come la chiamava Marx, a una 'complicazione inutile'. Partendo da una potente critica allo storicismo e ai suoi effetti vincolanti sull’immaginazione geografica, Edward Soja si basa sul lavoro di Foucault, Berger, Giddens, Berman, Jameson e, soprattutto, Henri Lefebvre, per sostenere un materialismo storico e geografico, un ripensamento radicale della dialettica dello spazio, del tempo e dell’essere sociale. Soja traccia la rispazializzazione della teoria sociale a partire dall'incontro ancora in corso tra il marxismo occidentale e la geografia moderna, attraverso gli attuali dibattiti sull'emergere di un regime postfordista di “accumulazione flessibile”. La geografia postmoderna di Los Angeles, esposta in una coppia di saggi provocatori, funge da modello nel suo resoconto della lotta contemporanea per il controllo sulla produzione sociale dello spazio."--Retrocopertina.
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