Questo libro offre una teoria sia naturalistica che critica dei segni, delle menti e del significato del mondo. Fornisce una teoria ricostruttiva piuttosto che decostruttiva dell’individuo, che separa analiticamente e sintetizza teoricamente una serie di facoltà che sono spesso confuse e fuse: agency (intesa come capacità causale), soggettività (intesa come capacità rappresentativa), individualità (intesa come capacità riflessiva) e personalità (intesa come capacità sociopolitica connessa all’essere un agente, soggetto o sé). Sostiene che queste strutture possono essere comprese meglio da una posizione semiotica che sostituisce la consueta posizione intenzionale. E, così facendo, offre un approccio al significato e alla mediazione basato sul pragmatismo, sufficientemente generale da rendere conto di processi tanto incarnati e radicati quanto articolati e intenzionati. In particolare, mentre questa teoria si concentra sulle modalità di significato specifiche dell’uomo, offre anche una teoria generale del significato, in modo tale che gli agenti, i soggetti e i sé in questione non hanno bisogno sempre, o anche di solito, di corrispondere alle persone. E mentre questa teoria mette in primo piano agenti, persone, soggetti e sé, lo fa teorizzando processi che spesso rimangono sullo sfondo di tali figure individuate (spesso erroneamente): ontologie (simili alla cultura, ma generalizzate attraverso le collettività agenti), interazione (non solo tra persone, ma anche tra persone e cose, e qualsiasi cosa esterna o intermedia) e infrastruttura (simile al contesto, ma generalizzata per includere la mediazione a qualsiasi grado di distanza).
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