"Nelle vuote 'terre desolate' del sud-est del Madagascar, gli intrepidi contadini lottano per 'far vivere la terra', abbandonando la natura selvaggia e costruendo villaggi e risaie. Mentre questa espansione pionieristica trasforma un paesaggio un tempo arido in una risorsa fertile per un numero sempre crescente di fiorenti comunità agricole, c'è una crescente preoccupazione da parte dei clan residenti in competizione per controllare l'atto stesso della 'creazione'." "Così grande è il bisogno percepito di accedere a fonti sovraumane di fertilità che i leader locali sono costretti dalla loro gente a 'sacrificare' se stessi per sfruttare la forza vivificante e animatrice della 'creazione'. Tenuti in ostaggio dai loro sudditi, i leader tentano di ricreare in termini umani le creazioni più apparentemente potenti e produttive; la combinazione violenta ed elementare di terra e acqua che avviene nelle risaie allagate prima della semina. Il potere trasformativo e generativo di questo complesso rituale di mimetismo non aiuta solo a spiegare il rapporto unico e curioso tra "governanti" e "governati" che si trova nella regione, ma ci permette anche di capire come l'inseparabilità di persone, terra e divinità informa un tale sistema politico.
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