Heinrich Deserno intraprende un esame critico del concetto di alleanza di lavoro di Greenson e della sua pretesa di rappresentare la base per ogni tipo di collaborazione razionale tra psicoanalista e paziente. Deserno sostiene non solo che questo concetto nega all'analista la partecipazione alla formazione del processo di transfert, ma anche che la sua postulazione di un dominio "esterno" alla situazione di transfert apre la situazione analitica all'ingresso di tutti i tipi di convenzioni sociali orientate a una concezione meritocratica sconsiderata di cosa significhi effettivamente "lavoro". Pertanto un orientamento acritico al concetto di alleanza di lavoro minerà necessariamente il potenziale critico insito nella psicoanalisi.
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